Wake up in New York

Wake up in New York -Craig Armstrong
 
 
Risvegliati a New York 
Metti un pettine tra i tuoi capelli 
Non privarti mai dal riposare
Quando non c’è nessun’altro con te
Voglio dirti questo 
 
So che ti faccio male
E tu sai che mi fai molto male
Non privarti mai dal riposare
Chiudi i tuoi occhi e abbandonati a terra
Voglio conservare questo di te 
 
Ti incontrerò a New York 
Nella farmacia sulla prima strada
E poi noi riposeremo 
Con gli edifici tutti intorno
Voglio dirti questo
Voglio dirti questo
 
Wake up in New York 
Put a comb through your hair 
Don’t you ever want to lie down 
When there’s no-one else around 
I want to say this to you 
 
I know I hurt you 
You know you hurt me too 
Don’t you ever want to lie down 
Close your eyes and leave the ground 
I want to get hold of you 
 
I’ll meet you in New York 
By the drugstore on First Avenue 
And then we will lie down 
With the buildings all around 
I want to say this to you 
I want to say this to you
 
 
=*
 
 
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  1. #1 di drunken butterfly il 03/10/2006 - 13:54

    e se le parole non si trovano mai?
    come si può andare avanti? c’è un modo?io non lo so.il silenzio fa stare male,e non dovrebbe.
     
     
    P.S. Aspetto la canzone che mi devi mandare mi sa che te ne mando anche una io.. =P
     
     
     
    ciau 🙂

  2. #2 di Giorgia il 05/10/2006 - 11:37

    Chissà cosa significa avere un pettine tra i capelli.
    Chissà cosa significa riposare con qualcuno accanto.
    Voglio abbandonarmi sul pavimento,è una sensazione bellissima..
    Lo Giuro.
    S*

  3. #3 di drunken butterfly il 05/10/2006 - 13:50

    Che gioia per tutti gli uomini,Islanda dei mari, che tu esista.Islanda della neve silenziosa e dell’acqua fervente.Islanda della notte che fa voltasulla veglia e il sonno.Isola del giorno bianco che ritorna ,giovane e mortale come Baldr.Fredda rosa, isola segreta che fosti la memoria di Germaniae salvasti voi per noila sua spenta, sepolta mitologia,l’anello che genera nove anelli,gli alti lupi della selva di ferroche divoreranno la luna e il sole,la nave che qualcuno o qualcosa costruiscecon le unghie dei morti.Islanda dei crateri che aspettano,e delle tranquille greggi.Islanda delle sere immobilie degli uomini fortiche sono ora marinai e barcaioli e parrocie che ieri scoprirono un continente.Isola dei cavalli dalla lunga criniera che generano sull’erba e sulla lava ,isola dell’acqua piena di monete e di non saziata speranza.Islanda della spada e della runa,Islanda della grande memoria concava che non è una nostalgia.
     
     
    [Islanda – Borges]
     
     
     
     
    per te 🙂
     
     
     

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