Pace-Disarmarco

Pace-DisarMarco

 

La pace,nel gioco che precede gli acerbi sogni,

resta così mite talvolta da trovare,

quel poco che basta, occultata sotto le stelle,

fin quando soffiata e scoperta viene dal respiro soffice dell’anima.

 

Ma in questa notte senza sospiri nessuna pace si riscopre,

se non lo strano silenzio-assordante della notte;

Cupo come l’urlo di un figlio in coma,

Colmo d’angoscia nel cuore quanto privo di comunicazione.

 

Ed è la mancanza nel candore del riposo:

l’antagonista perfetto della voglia di sorriso.

Ed è la mente un antico testo fragile,

difficile da leggere senza sciuparne le pagine.

Ed è la madre di ogni dolore,l’addio:

e stavolta resta inconfutabile nel suo gemere.

 

Ma dorme in me ,vita che nutre gli occhi di speranza all’alba,

la forza intrinseca che la pupilla penetra,nella direttrice di una luce che tremola.

 

I giorni scorrono e porteranno solo altri giorni.

I corpi sulla strada sono soltanto figli di altri corpi.

I momenti che vivo odorano di passato.

E’ solo un grande,silente,cerchio intorno alla mia testa.

 

 

Ermetico quanto basta,si ritorna a scivere.

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